08/12/2010

Ad un amico mistico...

Purtroppo tu sei quasi un mistico, io un razionalista darwiniano...Però sono interessanti le cose che dici su Chiara e Theilard: non le conoscevo!
Theilard è anche alla base del pensiero teologico di Vito Mancuso che, pur non esente da critiche che più volte gli ho espresso, è l'unico che cerca di dialogare col darwinismo.
Chiara theilardiana: non mi sembra. La sua è una teologia "ingenua", molto manzoniana. In un video che ho linkato per le mie community elettroniche lei ripete pari pari le parole che fra Cristoforo dice a Renzo, Agnese e Lucia: Dio permette un male per generare un bene più grande. Fra Cristoforo si riferiva al fatto che don Rodrigo si voleva "cuccare" Lucia ed aveva mandato i bravi a minacciare don Abbondio. Effettivamente nel romanzo manzoniano avviene così: dalla cattiveria di don Rodrigo nasce successivamente la conversione dell'Innominato e il matrimonio benedetto da abbondante figliolanza di Renzo e Lucia. Ma questo nel romanzo! Mi sembra che la teologia di Gesù Abbandonato si condensi in questo: accetta il dolore e ne verrà un bene maggiore! Dal punto di vista letterario non è una grande originalità, da un punto di vista razionale e filosofico non è una grande verità! Che bene ne potrà mai scaturire da un terremoto che distrugge migliaia e migliaia di vite umane, compresi bambini innocenti? Chiara questo non lo ha mai spiegato! Certo è poetico, suggestivo, commovente, consolante immaginare che ci sia un papà ed una mamma nei cieli che provvedano alle nostre esigenze, ma purtroppo ciò non è vero! Quando eravamo bambini ci piaceva pensare che il giorno dell'Epifania veniva la Befana e ci portava i doni. Permettimi un ricordo della mia infanzia: dovevo essere alquanto grandicello perché ero andato al cinema da solo, che si trovava a qualche chilometro da casa mia. Durante la proiezione cambiai posto per sedermi accanto ad un mio amico e dimenticai dietro la sedia il mio cappotto. Quando tornai a casa i miei mi chiesero dove fosse il mio cappotto ed io ricordai che l'avevo dimenticato dietro la prima sedia su cui mi ero seduto. Mio padre mi prende per la mano ed andiamo al cinema per vedere se troviamo ancora il cappotto. Durante il tragitto da casa al locale dicevo a mio padre nel tentativo di calmarlo: in fondo è un dono della Befana e poco conta se non lo troviamo, tra qualche mese viene di nuovo e mi porterà un cappotto ancora più bello. Avrei "scassato" la faccia ad un mio cuginetto che mi disse che la Befana altri non era che mamma e papà! Forse una delle delusioni più cocenti della mia vita che ancora oggi ricordo con un misto di dissapore e di tenerezza. Ecco penso che l'umanità di oggi, smaliziata e secolarizzata, sia nei confronti del Dio chiariano come divenni io nei confronti della Befana, dopo aver ricevuto la "rivelazione" del cuginetto. Ti copio ed incollo la famosa metafora della teiera volante del grande filosofo britannico Bertrand Russel:
« Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c'è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un'orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, posto che la mia asserzione non può essere confutata, dubitarne sarebbe un'intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che sto dicendo fesserie. Se, invece, l'esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo antecedente. »
A risentirci.

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