11/12/2010

Confronto con un filosofo cristiano...

Caro professore M.,
come le avevo anticipato mi piacerebbe confrontarmi con lei sui problemi che riguardano il rapporto della fede con la ragione, anche alla luce di quanto afferma la spiritualità del carisma di Chiara Lubich.
La Lubich senza mezzi termini parla di un rapporto privilegiato d'amore tra Dio e l'umanità! Dio per amore ha creato il mondo. Dio sempre per amore ha mandato il suo figlio unigenito sulla Terra. Dio ancora per amore è morto sulla croce per i nostri peccati.
A livello teologico e filosofico (almeno per quanto riguarda la filosofia di impostazione cristiana) si può dire di tutto.
Si può parlare di anima, della sua sopravvivenza, di incarnazione, di Trinità, di creazione e via discorrendo.
Ma è a livello scientifico, caro professore, mi faccia passare l'espressione, "che casca l'asino"!
Le ricerche paleoantropologiche di tutt'altro parlano fuorché di questo progetto di amore divino.
Si parla di "struggle of life" (lotta per l'esistenza), di sopravvivenza del più adatto, di selezione naturale, di specie che sono prolificate perché hanno generato eredi più forti, dell'estinzione di circa il 90% di specie viventi da quando è comparsa la vita sulla Terra, ecc.
Caro professore, ma oggettivamente come facciamo a conciliare questa visione che ci rimanda la ricerca scientifica con la visione idilliaca della Lubich?
Non se ha mai visto la trasmissione di Piero Angela e figlio "La straordinaria avventura dell'uomo"? Ad un certo punto Alberto mostra al pubblico un cranio di un bambino con due fori nelle pareti occipitali e dice che quei due fori erano quasi sicuramente il "frutto" dell'azzannamento di una bestia predatrice. Mi sembra che quest'immagine condensi bene il rapporto tra la specie "homo" e la Natura. Ma Dio dove sta?
A risentirci.

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