12/12/2010

Su "A beatiful mind"...

Veramente grazie perché mi state facendo riflettere su film di incomparabile bellezza e di estremo interesse. Anche "A beatiful mind" non sfugge a questa regola (pensa che ce l'avevo nella mia cineteca, ma ancora non l'avevo visto) ed è stato veramente sconvolgente constatare come nella stessa persona (John Forbes Nash jr) possano convivere una grande intelligenza scientifica, tale addirittura da meritare il premio Nobel per l'economia nel 1994 e una grave forma di schizofrenia che può condurre ad avere continue allucinazioni. Il mio pensiero, dopo aver visto il film, è andato subito ad una poetessa di casa nostra, scomparsa qualche anno fa, Ada Merini, la quale, pur trascorrendo parecchi anni in case di cura psichiatrica, cionondimeno è stata in grado di essere annoverata tra le voci liriche più importanti del nostro novecento letterario. Il film è decisamente "provocatorio" nei confronti della normalità: essa molte volte può nascondere mediocrità, conformismo, senso del compromesso, pensiero banale e un continuo "riposizionarsi". La "sregolatezza" può, di contro, essere capace di performances impensabili e di vedere cose che la piatta "normalità" non riesce neppure a scorgere. Noi "homo sapiens sapiens" una buona volta la dovremmo smettere con le nostre folli mitologie dell'efficientismo e della produttività a tutti i costi e smettere anche di sentirci essere privilegiati nel meraviglioso ma anche casuale percorso dell'evoluzione della vita. Veniamo tutti dalle stesse origini e sarebbe opportuno e doveroso che ci guardassimo con occhi più benevoli, sani e malati, belli e brutti, bianchi e neri, etero ed omo...La diversità, sotto tutte le latitudini, non è mai impoverimento della nostra umanità, ma ricchezza abbondante e meravigliosa. I giardini più belli sono quelli in cui ci sono varie specie di fiori...Qualcuno una settantina di anni fa ha provato a creare la razza perfetta e ad eliminare quelle inferiori, compresi malati ed handiccapati, e sappiamo tutti com'è andata a finire. Diciamo che oggi siamo su una buona strada, ma il pericolo di deviare, se cala l'attenzione, c'è sempre...

A risentirci.

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